ore 21 VITO RIVIELLO
ASSURDO E FAMILIARE
Galleria Canova
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| Orazio Converso |
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| 1990-autunno-limmagine-della-voce |
A questo punto devo proprio chiarire il significato di suono, non una vibrazione una nota o un rumore ma una “voce", voce di qualcosa, ad esempio voce del vento, del ruscello, della rondine, della porta, fino alle voci di cose astratte. Il poeta ha il compito di inserire quel "senso" nella parola che appunto non può soltanto “registrare” ma trasmettere in piena autonomia significati e significanti. La parola pertanto diventa “immagine della voce”.
L’oralità della scrittura deve congiungersi con quella del lettore. E per arrivare alla conclusione faccio un solo esempio, chiedendo scusa perché mi citerò. Di solito le mie letture "in pubblico" suscitano una diffusa, garbata ilarità. Niente di strano trattando io materiale ironico, paradossale e spesso buffo e arguto. Ogni tanto riesco a strappare un sorriso, qualche volta una risata che è un sorriso che si sente. Ma una sera quasi dimentico di me stesso o della “posizione” assegnatami dai critici letterari nei loro saggi e storie letterarie, mi trovai a dover leggere un “Omaggio a Paul Klee”, poemetto vivo ma serioso per la mia musa. Leggendo m’accorgevo che il pubblico aveva la faccia che a me non piace in queste circostanze, la faccia cli chi pensa più alla pioggia che precipita fuori che non ai versi che s’ammucchiano nella sala. Allora preso dalla verve piena di champagne della mia musa sbarrazzina cominciai a rovesciare la pesantezza della scrittura che sembrava volesse soffocare l’immagine stessa della voce del poeta, per cui versi come: “Le linee ormai eccitate/saranno sempre citate", le lessi in questo modo: “Le linee ormai ecci ecci...tate/ saranno sempre ci...ci... tate" e inventai: "Ecc...ecc"; insomma animai le parole che pur contenevano quei suoni e non li fornivano al verso del poeta. Sempre nel verso c’é un senso che si propone all’infinito. In altri termini non vi è gara tra le parole più o meno sonorizzate, tra "fonemi" e "monemi", ma tra l'intenzionalità e la mutevolezza, tra la paura e l’azzardo.
sfoglia | post | all'indomani della stagione di letture pubbliche di poesia con l'intento di raccogliere intorno ai suoi promotori le personalità poetiche che, ad alti livelli di stile, riportino con le loro performances la preziosa opacità della scrittura nel mondo della comunicazione e della trasparenza - l'immagine della voce in televisione.[videor, 1988]
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| Videor / Vito Riviello |